Olio extravergine d’oliva made in Italy: occhio alle truffe!

Dopo la Spagna, l’Italia è il secondo produttore di olio in Europa e nel mondo con una resa media annua di circa 500.000 tonnellate, due terzi delle quali extravergine. Consistente, inoltre, il numero di Dop e di Igp riconosciute dall’Unione Europea. Numeri di tutto rispetto che però non bastano per soddisfare il crescente consumo interno, nonchè dell’industria olearia. Ecco quindi che il nostro paese è costretto ad importare ogni anno dalle 300.000 alle 400.000 tonnellate di olio straniero da paesi quali la Grecia, Spagna, Tunisia e Marocco. Olio che, almeno in parte, verrà riciclato come “Made in Italy” sugli scaffali dei supermercati italiani.

Ma come fare, quindi, a difendersi dalle truffe alimentari legate al commercio dell’olio extravergine d’oliva?  Ecco un prezioso vadecum su come leggere correttamente l’etichetta ed evitare così brutte sorprese:

  • Olio vergine ed extravergine: la voce “denominazione di vendita” è quella da tenere bene in considerazione. Questa infatti ci fornisce un’informazione di primaria importanza in quanto ci spiega se quella che abbiamo tra le mani è una bottiglia di olio extravergine d’oliva (ottenuto direttamente dalle olive e solo con processi meccanici), olio di oliva vergine (ottenuto dalle olive e solo con procedimenti meccanici, ma non di ottima qualità), olio di oliva (da oli raffinati, cioè trattato chimicamente, e oli di oliva vergine), olio di sansa di oliva.
  • Dove viene prodotto: un’altra informazione molto utile che ci fornisce l’etichetta riguarda l’indicazione del frantoio e della provenienza delle olive per l’olio vergine ed extravergine. Per andare sul sicuro al 100%, possiamo scegliere di acquistare prodotti a “denominazione di origine protetta” o a “indicazione geografica protetta”.
  • Valori nutrizionali: l’olio extravergine di oliva è considerato uno degli alimenti più sani e genuini in assoluto grazie ai suoi acidi grassi monoinsaturi. Questi sono perfetti per abbassare il valore del colesterolo e dei trigliceridi. Dal 2016 è ormai obbligatorio apporre sull’etichetta i valori nutrizionali relativi a un prodotto. Per quel che concerne l’olio, va indicato su 100 grammi il quantitativo di energia e di grassi.
  • Sicurezza: l’olio extravergine di oliva è quello più spesso coinvolto nelle contraffazioni. Tuttavia, ci sono degli stratagemmi che possiamo adottare per evitare di incorrere in spiacevoli sorprese. Innanzitutto, è utile sapere che l’olio “tarocco” viene spesso proposto “porta a porta” oppure in larghe partite a ristoranti e mense, giocando sul prezzo. Ecco, un buon trucco per accorgersi è proprio il prezzo di vendita: siate sospettosi se trovate un olio extravergine “made in Italy” a meno di 6,00 euro al litro.
  • Data di scadenza: altra informazione importante sull’etichetta è la data di produzione. La dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” ci dice quando è stato imbottigliato: generalmente 12-18 mesi prima. Occhio poi perchè l’olio non è come il vino: deperisce con il passare del tempo anche se chiuso perchè perde le sue caratteristiche chimiche e nutrizionali.

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